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Se il "post-rock" è stata la chiave per capire gli
anni ‘90, forse il "pre-rock" sarà la chiave per capire il 2000.
I White Stripes sono un duo di Detroit formato da
Jack White e sua moglie Meg White (ora divorziati), rispettivamente
chitarra e batteria. Il loro nome deriva da delle vecchie caramelle al
gusto di menta con la carta di colore bianco e rosso, decisero così
perchè a Meg piace molto questo tipo di caramelle Alcuni singoli introdussero il loro blues-rock
fuori moda: Let's Shake Hands (Italy, 1997), Lafayette Blues,
The Big Three Killed My Baby (Sympathy For The Record Industry).
White Stripes (Sympathy, 1999), registrato nel
rustico di casa, fu un modesto sforzo che riaccese le visioni di Jon
Spencer interpretando Jimi Hendrix e Led Zeppelin (The Big Three
Killed My Baby, Sugar Never Tasted So Good, Jimmy the
Exploder). Facendo leva su chitarre atonali e ritmi trash, i White
Stripes raggiunsero un senso di intensità ed urgenza che rappresenta
davvero l’anima del blues. I White Stripes stanno a Jimi Hendrix come i
Royal Trux stanno ai Rolling Stones: riassumono il suono di un’epoca.
De Stijl (Sympathy, 2000), probabilmente il loro
disco più efficace, offre abbondanti estratti sonici di blues senza
suonare come vero blues (You're Pretty Good Looking, which could
be from early Kinks, Let's Build a Home, Hello Operator,
I'm Bound to Pack It Up, Apple Blossom).
White Blood Cells (Sympathy, 2001) è altalenante.
Da un lato la band risulta ancora in grado di realizzare sorprendenti
sintesi di roots-rock e hard-rock (Dead Leaves and the Dirty Ground,
Fell in Love with a Girl, I'm Finding It Harder to Be a
Gentleman, I Can't Wait). D’altro canto la ballata The
Same Boy You've Always Known, l’orecchiabile e marziale country-rock
Hotel Yorba ed il pop-folk-rock Fell in Love with a Girl
segnano una nuova e più convenzionale direzione. Entrambi gli aspetti
vengono praticati attraverso una sorta di "entusiasmo distaccato" che
pervade i revisionisti dell’anno 2000.E’ un disco che ha troppo il
sapore di riempitivo per essere considerato una pietra miliare come
molti critici hanno sentenziato. Tuttavia i White Stripes divennero
delle superstars da un giorno all’altro.
Sorprendentemente, a seguito del grosso lancio
pubblicitario di cui ha beneficiato, la band non ha virato verso
sonorità radiofoniche. Elephant (V2, 2003) prosegue nell’intento
di fondere Led Zeppelin e John Spencer Blues Explosion con Seven
Nation Army, Black Math, The Hardest Button To Button,
Girl You Have No Faith in Medicine, In The Cold Cold Night,
ma mostra la vera anima del leader con il rhythm'n'blues di sette
minuti, Ball and Biscuit, che sembra un tributo alla Chicago
degli anni ‘50.
I White Stripes sono arrivati alla loro fase matura
con Get Behind Me Satan (V2, 2005), che, a differenza del suo
predecessore, non ripete i loro cliches ma semmai li estende in molte
direzioni. L’album trae vigore sul terreno indistinto nel quale
l’eclettico e il derivato diventano una cosa sola. Sembra, dopo tutto,
che ci sia piu’ malinconia e contentezza rispetto agli album precedenti,
come se la rabbia giovanile fosse stata lentamente rimpiazzata dalla
rassegnazione tipica della mezza eta’. Il sound classico dei White
Stripes viene forse preservato al meglio in The Nurse e nel
quadretto noir di Take Take Take. L’energica Blue Orchid,
il blues avvolgente di Red Rain, la maestosa Forever For Her,
le esuberanti distese malinconiche di Little Ghost, e il bizzarro
disco-punk di My Doorbell e The Denial Twist utilizzano le
stesse impalcature sonore per creare un nuovo tipo di architettura
musicale.
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